ORIGINI DEL MENTAL COACHING

ORIGINI DEL MENTAL

Il Mental Coach, in qualità di esperto dei processi mentali, supporta, incoraggia e aiuta il cliente nello sviluppo delle capacità necessarie al raggiungimento dei risultati desiderati nei vari contesti esistenziali, dalla sfera privata a quella professionale.

La figura del Mental Coach nasce negli Stati Uniti e il suo nome deriva dal contesto sportivo dove il Coach (l’allenatore) allena l’atleta, o la squadra, non solo sul piano fisico, tecnico e tattico ma anche dal punto di vista emotivo.

La guida del Coach permette al singolo atleta o all’intero team sportivo di sviluppare capacità e competenze finalizzate alla massimizzazione della performance e al raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Il Mental Coaching può essere considerato un vero e proprio metodo di allenamento volto a promuove nel cliente l’espressione e lo sviluppo del suo potenziale.

Negli anni 70 un importante contributo alla metodologia del Coaching venne fornito dal californiano W. Timothy Gallwey (educatore a Harvard e tennista esperto) il quale, tramite svariate pubblicazioni, propose l’applicazione del metodo non solo in ambito sportivo ma anche nella vita privata e nel business.

Negli anni 90 la figura del Coach compare nelle imprese dove, nelle fasi iniziali, viene esclusivamente rivolto ai manager e finalizzato allo sviluppo e al miglioramento delle loro capacità umane e professionali.

Al Coaching di stampo tradizionale si affianca la più recente tipologia del Coaching Umanistico, che nasce dall’incontro fra approcci filosofici e metodi psicologici scientifici e dai risultati derivanti dalle riflessioni di altre discipline: sociologia, antropologia, letteratura e scienza dello sport.

Il Coaching Umanistico ha come suoi aspetti qualificanti la valorizzazione e la centralità delle caratteristiche uniche del cliente e lo sviluppo delle potenzialità individuali, relazioni e collettive all’interno di contesti afferenti tanto la sfera privata quanto quella lavorativa.