SUPERA I TUOI LIMITI

Oltrepassa i tuoi limiti

Quante volte sentiamo ripetere le parole “Non posso” o “Non riesco”?

Molti individui accettano di vivere costantemente al di sotto delle proprie potenzialità, imprigionati da limiti autoimposti.

Dire a se stessi di non avere il potere di fare qualcosa significa, di fatto, rinunciare alla possibilità di raggiungere i propri obiettivi o di cambiare una situazione che percepiamo come negativa.

-Non posso migliorare il rapporto con mio figlio.

-Non riesco a smettere di fumare.

-Non posso migliorare il mio rendimento lavorativo.

-Non riesco a rispettare il programma di allenamento.

Queste frasi esprimono convinzioni limitanti riguardo alle proprie capacità e/o alla possibilità di raggiungere il risultato desiderato.

Cosa possiamo fare per mettere in dubbio queste convinzioni e cosa invece è assolutamente sconsigliabile in questi casi?

È meglio evitare di chiedere “Perché?”.

Questa domanda, posta a seguito di una convinzione limitante, spinge il destinatario a mettersi sulla difensiva e lo induce a porre una serie di scuse a giustificazione della propria inoperatività.

-Non posso migliorare il rapporto con mio figlio perché abbiamo due caratteri completamente diversi, quando proviamo a parlare finiamo spesso con il litigare.

-Non riesco a smettere di fumare perché ogni volta che ho provato a interrompere mi sentivo   eccessivamente nervoso e stressato.

-Non riesco a migliorare il mio rendimento perché mi sento costantemente sotto pressione e questo mi impedisce di lavorare in modo adeguato.

-Non riesco a rispettare il mio programma di allenamento perché non ho abbastanza forza di volontà e non riesco a tenere fede a ciò che pianifico per più di una settimana.

Una domanda sicuramente migliore è “Cosa te lo impedisce?”.

Questo interrogativo spinge a identificare le difficoltà percepite e, talvolta, ciò è sufficiente a fare acquisire la consapevolezza che l’ostacolo non è poi così difficile da superare.

Tuttavia è possibile che il nostro interlocutore non elabori con la dovuta attenzione la domanda, rispondendo sbrigativamente “Non lo so”, “Proprio non riesco” o “Non posso e basta!”.

La cosa migliore che possiamo fare consiste nell’incoraggiare il nostro interlocutore a generare nuove possibilità.

Possiamo domandare ad esempio: “Mi dici che non puoi, ti capisco, ma cosa accadrebbe se potessi vedere le cose dal punto di vista di tuo figlio? Cosa succederebbe se riuscissi a comprendere maggiormente il suo carattere? Quanto migliorerebbe il vostro rapporto se potessi realizzare questi risultati?”

Ponendo queste domande la persona dovrà immaginare cosa accadrebbe per poter rispondere.

Quando una possibilità viene anche solo immaginata aumentano considerevolmente le probabilità che questa si concretizzi.

Quindi per aiutare il nostro interlocutore a superare i propri limiti dobbiamo elaborare domande che spingano la sua mente a cercare attivamente una risposta.

In questo modo creiamo la possibilità che l’idea generata diventi risultato.

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